domenica 25 maggio 2014

La vera radice della violenza di genere

Tags: Pornstar , Valentina Nappi , YouTube

La vera radice della violenza di genere
La vera radice della violenza di genere

Quello della violenza sulle donne è un tema spigoloso.

Si tratta di una questione così delicata che, per paura di cadere nel politicamente scorretto, spesso si finisce col ripetere sterilmente le solite banalità.

Alcuni rideranno del fatto che una performer pornografica - quale è chi scrive - senta l'esigenza di dire la sua al riguardo. Ed è verissimo che molti - e molte - sull'argomento farebbero meglio a tacere.

Si parla con eccessiva facilità di violenza degli uomini sulle donne. Ci si dimentica che le parole non descrivono asetticamente la realtà, ma presuppongono modi di vedere. Chi parla di "violenza degli uomini sulle donne" presuppone un'ontologia, ossia un ben preciso modo di ritagliare il mondo, di categorizzarlo. Le categorie, comprese quella degli uomini e quella delle donne, non sono nelle cose stesse, ma in chi le cose le guarda, le prende in considerazione, ne parla. Esse non sono neutrali da un punto di vista valoriale, poiché giocano un ruolo decisivo nella determinazione dell'approccio teoretico ed etico ad una data questione, da cui discendono le soluzioni pratiche. Facciamo un esempio. Solo pochi fanatici giustificherebbero un apartheid a danno dei rom in caso di maggior frequenza della violenza da parte di questi ultimi rispetto alla media; eppure molti, anche di idee progressiste, non si scandalizzano quando si parla di vagoni rosa, ossia vagoni interdetti ai maschi. La differenza tra i vagoni rosa e l'apartheid dipende esclusivamente dal fatto che non si attribuisce alcun valore ontologico ai gruppi etnici (le razze non esistono), mentre evidentemente si considera ontologicamente lecita la categorizzazione maschio-femmina. Ma questo non è il nocciolo vero della questione.

La domanda vera è: se le razze esistessero - e se fossero statisticamente preponderanti, ad esempio, gli stupri da parte di una razza rispetto a un'altra - sarebbe lecito l'apartheid?

Difficilmente un progressista, un democratico, un liberale risponderebbero di sì. Probabilmente riterrebbero più sensato intervenire sulle cause (mai da considerarsi naturali!) del differenziale di violenza, poiché l'unica alternativa a tale approccio sarebbe assumere che vi sia una differente propensione alla violenza - di tipo strutturale - fra categorie di umani. Ipotesi, quest'ultima, che sarebbe aberrante anche se le razze esistessero, ossia se fossero un modo sensato di ripartire l'insieme degli umani. Analogamente dovrebbe essere considerato inaccettabile per principio - indipendentemente dalla rilevanza o meno di una ripartizione dell'umanità in base ai sessi - qualsiasi discorso sulla violenza che abbia come termini il sesso maschile e quello femminile, o qualsiasi altro datum biologico. Del resto, l'unico modo per tener conto di tutte le differenze fra gli individui, senza privilegiarne arbitrariamente alcune, è proprio far riferimento al buon vecchio concetto liberale di individuo astratto (e asessuato). Viceversa, ogni pensiero della differenza - in particolare ogni femminismo della differenza - è in realtà pensiero identitario, poiché la differenza o è quella che ci rende sostanzialmente diversi tutti (e allora torniamo al concetto liberale di individuo), oppure è differenza fra classi che giocoforza rappresentano delle identità (più o meno caratterizzanti). Si dovrebbe smetterla, dunque, di parlare di violenza degli uomini sulle donne (si noti tra l'altro la facilità con cui si ricorre agli articoli determinativi...): la violenza è sempre di esseri umani su esseri umani.

Fatta questa doverosa premessa, è però lecito provare a ridefinire, in termini non più sessisti, il concetto di violenza di genere. Dunque: è sbagliato parlare di violenza di genere, ma si può parlare di violenza determinata da una logica di genere. In altri termini: è la logica di genere che rende possibile quel tipo di violenza che consiste nell'affermazione della mascolinità (o della femminilità) mediante la prevaricazione. Ma cosa c'è dietro tale logica? Strategie di sopravvivenza e riproduzione. In altre parole: interessi. È qui la ragion d'essere della diffusa volontà di conservazione delle differenze (si legga: privilegi) di genere. I maschi non vogliono rinunciare al privilegio di controllare le femmine, anche al prezzo di condurre una vita più dura ed eventualmente dover compiere sacrifici materiali. Le femmine non vogliono rinunciare al privilegio di ottenere vantaggi materiali per il semplice fatto di essere femmine, anche al prezzo di doversi adeguare agli stereotipi di virtù femminile. È questa la logica che rende possibile che un padre (persona onesta! lavoratore!) uccida la figlia libertina, con la complicità della madre (santa donna! sempre stata devota!). Ma come si potrà superare tutto ciò? Abbandonando i ruoli. Maschi e femmine - anzi: umani e umani - non devono più avere ruoli usuali prestabiliti. Il maschio non deve metaforicamente essere più quello che porta i pantaloni. L'omosessualità deve essere raccontata ai bambini - e incoraggiata - allo stesso modo dell'eterosessualità, in maniera del tutto paritaria. Eccetera. I conservatori diranno, ad esempio, che è già vero che i maschi non portano più metaforicamente i pantaloni. Diranno che tutto questo non c'entra con la violenza, che uomini e donne si possono rispettare anche senza abbandonare i ruoli, ecc.. Quelli più irragionevoli arriveranno persino a negare che nei secoli passati la violenza di genere è stata la normalità, assai più che oggi. Una versione finta progressiva e apparentemente più ragionevole - ma proprio per questo più subdola e pericolosa - di tale conservatorismo di genere è il femminismo della differenza (o, peggio, "pensiero femminile della differenza"). Esso tende a negare l'universalità del concetto di individuo astratto e asessuato. Per polemizzare con tale femminismo, chi scrive, pur convinta dell'assoluta necessità di abbandonare ogni forma di sessismo, si è scherzosamente definita "maschilista". Perché? Perché è un modo per andare incontro all'altro (non altro) sesso, un modo per far capire che siamo amici, che siamo uguali, che abbiamo gli stessi problemi, che non tutte le femmine stanno lì ad emettere sentenze lapidarie contro il malvagio genere maschile "colpevole" per definizione.

Il definirsi scherzosamente "femmina maschilista", chi scrive lo intende soprattutto come una presa di posizione contro le donne che - spesso in nome dell'ideologia della differenza, della diversità dei ruoli e via scendendo - pretendono di conservare i loro privilegi. Il più basso e volgare dei quali è, forse, la spendibilità del sesso. È una cosa davvero schifosa che le femmine possano ottenere vantaggi in virtù del loro "potenziale" sessuale. Ed è demenziale pensare di poter contrastare tale problema con la repressione. Se vieti le sigarette, ne fai aumentare - certo non diminuire - il "prezzo" (e il potere di chi ne dispone). Idem per il sesso. Più si agirà in maniera repressiva, più si farà aumentare il valore di mercato del potenziale sessuale femminile. Viceversa, se maschi e femmine avessero davvero pari opportunità per quanto concerne il sesso occasionale, il potenziale sessuale femminile sarebbe assai più difficilmente vendibile, e potrebbero spenderlo esclusivamente quelle (o quelli) dotati di qualità (naturali o acquisite con l'esercizio) particolari, come accade negli altri ambiti. Chi scrive cerca di dare il suo piccolo contributo in questa direzione vivendo il sesso occasionale come qualcosa di normale, di quotidiano, da praticarsi con la stessa facilità e disinvoltura con cui si beve un caffè. Ma non basta la dimensione privata: è necessaria anche la diffusione pubblica, la rappresentazione culturale di questi modelli di comportamento. Dovrebbe essere questo, in fondo, uno dei compiti della pornografia: diffondere un modello di sessualità priva di sovrastrutture, in cui le femmine siano altrettanto propense dei maschi a fare sesso occassionale. Si tratta della riproposizione di istanze nate diverse decadi fa, che però restano attuali perché di fatto non si sono realizzate, o non si sono realizzate appieno. Chi scrive, pur avendo la necessità di guadagnare quel minimo necessario per vivere, cerca di portare avanti questa battaglia anche realizzando progetti senza scopo di lucro: una cosa che fa imbestialire alcune "concorrenti" femmine. Ovviamente non è del tutto corretto definire maschilista la posizione della donna che desidera che ci siano sul serio pari opportunità e giustizia, sotto tutti i punti di vista, per maschi e femmine: infatti è una provocazione. Ma è una provocazione che ha senso, visto che negli Stati Uniti, paese che si definisce baluardo della democrazia, le donne condannate a morte e giustiziate dal 1976 ad oggi sono meno dell'un percento rispetto agli uomini. Si potrebbe ipotizzare che la maggior propensione a delinquere da parte dei maschi dipenda in qualche misura dal loro essere generalmente privi, a differenza delle femmine, di possibilità relativamente agevoli, e non troppo rischiose, di conseguire vantaggi materiali. Il fatto che, fra i clochard negli Stati Uniti, gli uomini singoli siano il triplo rispetto alle donne singole indurrebbe a ragionare in questa direzione. A scuola, secondo una ricerca Ocse, a parità di performance gli studenti maschi vengono generalmente penalizzati. I dati su cui si potrebbe riflettere sono infiniti. Sembra dunque evidente che definirsi maschilista, da parte di una femmina (e, in particolare, da parte di una performer pornografica), vuol dire sottolineare come i problemi della logica di genere (di cui il pensiero della differenza, la conseguente giustificazione dello status quo dei differenti approcci sessuali ecc. sono inconsapevoli declinazioni) sono problemi anche maschili. E dovrebbero essere considerati, semplicemente, problemi umani.

Valentina Nappi

22 Maggio, 2013, http://www.funweek.it/lolnews/vera-radice-della-violenza-di-genere.php

Nota (Abigail Pereira Aranha): Bel testo, bel testo, ma questo problema è peggio di esso. Vorrei sottolineare questo nel prossimo post (vedi traduzione in inglese, portoghese di Brasile e spagnolo)

The real root of gender violence

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La vera radice della violenza di genere
La vera radice della violenza di genere

That violence against women is a edgy theme.

It is such a sensitive issue that, for fear of falling into the politically incorrect, often ends up sterilely repeating the usual banality.

Some will laugh at the fact that a pornographic performer - which is this writer - feel the need to say about it. And it is true that many males - and many females - would do better to remain silent on the subject.

We talk with excessive ease on men's violence against women. We forget that words can not describe aseptically reality, but presuppose ways of seeing. Who speaks of "men's violence against women" presupposes an ontology, ie a well-defined way to crop the world, categorize it. The categories, including that of men and that of women, they are not in the things themselves, but in who looks at things, take them into consideration, talk about it. They are not neutral from the point of view of values, since they play a decisive role in determining the theoretical and ethical approach to a given issue, from which descend the practical solutions. Let's take an example. Only a few fanatics would justify apartheid against Roma in case of a greater frequency of violence on the part of this one than the average; yet many, even of progressive ideas, are not shocked when we talk about pink railcars, ie railcars that are denied to males. The difference between pink railcars and apartheid depends solely on the fact that you do not assign any ontological value to the ethnic groups (races do not exist), but evidently it is considered ontologically legitimate male-female categorization. But this is not the real crux of the matter.

The real question is: if races exist - and if they were statistically dominant, for example, the rapes by one race over another - would be apartheid lawful?

Hardly a progressive, a Democrat, a liberal would say yes. Probably would feel more sense to focus on causes (never to be considered natural!) of the differential of violence, because the only alternative to this approach would be to assume that there is a different propensity to violence - structural type - between groups of humans. The last possibility, which would be abhorrent even if races exist, ie if it was a sensible way to divide up all of the humans. Similarly, it should be considered unacceptable on principle - regardless of relevance or otherwise of a breakdown of humanity on the basis of sex - any discourse on violence that has as its terms the male and the female or any other biological datum. Moreover, the only way to account for all the differences between individuals, without privileging some arbitrarily, it is to refer to the good old liberal concept of abstract (and asexual) individual. Conversely, every thought of the difference - especially any difference feminism - is actually thinking of identity, since the difference is or what makes us differ substantially all (and then we go back to the liberal concept of an individual), or is the difference between classes that must be represented in the identity (more or less characteristic). You should stop, then, to talk about men's violence against women (note, inter alia, the ease with which are used the definite articles...), violence is always human beings on human beings.

Without this premise, it is not right to try to redefine, in not more sexist terms, the concept of gender-based violence. So, it is wrong to talk about gender violence, but we can talk about violence driven by a gender logic. In other terms: it is the gender logic that makes possible that kind of violence which consists in the assertion of masculinity (or femininity) by prevarication. But what is behind this logic? Strategies for survival and reproduction. In other words: interest. Here is the raison of the widespread desire for conservation of gender differences (read: privileges). The males do not want to give up the privilege of control females, even at the cost of conducting a harder life and possibly having to make material sacrifices. The females do not want to give up the privilege of obtaining material benefits for the simple fact of being female, even at the price of having to adapt to the stereotypes of feminine virtue. This is the logic that makes it possible that a father (honest person! worker!) kills his libertine daughter, with the complicity of the mother (holy woman! always been devoted!). But how can we overcome this? Abandoning the roles. Males and females - in fact: humans and humans - no more must not have the usual pre-established roles. The male does not have to be that one who metaphorically wears pants. Homosexuality should be told to children - and encouraged - in the same way heterosexuality, in a completely equal. And so on. Conservatives will say, for example, that it is already true that men do not wear pants metaphorically. They will say that all this has nothing to do with the violence, that men and women can be respected without abandoning the roles, etc. Those will come even more unreasonable to deny that in past centuries gender-based violence was the norm, much more today. A fake version gradual and seemingly more reasonable - but just for it most insidious and dangerous - of that gender conservatism is the difference feminism (or, worse, "female thought of the difference"). It tends to deny the universality of the concept of abstract and asexual individual. To argue with such a feminism, this writer, though convinced of the absolute necessity of abandoning all forms of sexism, it is jokingly referred to as "macho". Why? Because it is a way to meet the other (not go against other) sex, a way to make people understand that we are friends, we are equal, we have the same problems, not all females are there to sentence lapidary against the evil male gender "guilty" by definition.

The jokingly defined as "female chauvinist", this writer understand it primarily as a stance against women who - often in the name of the ideology of difference, diversity of roles and way down - seek to keep their privileges. The lowest and vulgarest of which is, perhaps, the marketability of sex. It's really disgusting that females can gain advantages by virtue of their sexual "potential". And it's demential to think we can combat this problem with repression. If we ban cigarettes, it does increase - certainly not decrease - the "price" (and the power of those who have them). Ditto for sex. The more you act in a repressive way, the more you will increase the market value of the female sexual potential. Conversely, if males and females have truly equal opportunities with regard to casual sex, the female sexual potential would be much more difficult to sell, and could spend it only that females (or that males) who have particular quality (natural or acquired with the exercise), as in other areas. This writer tries to give her small contribution in this direction living casual sex as something normal, everyday, to be practiced with the same ease and nonchalance with which you drink a coffee. But it's not enough the private dimension: is also required public disclosure, the cultural representation of these patterns of behavior. This should be, after all, one of the tasks of pornography: to spread a model of sexuality without superstructures, in which the females are equally likely than males to have fortuitous sex. It is the repetition of instances led to several decades ago, but remain relevant because in fact have not been achieved, or have not been fully achieved. This writer, while having the need to earn the minimum necessary to live, try to do this battle without even achieving projects for profit: one thing that enrages some females "competitors". Obviously it is not entirely correct to define as macho the position of the woman who desires that we are serious about equal opportunity and justice, from all points of view, for males and females: in effect, it is a provocation. But it is a provocation that makes sense, given that in the United States, a country that calls itself a bulwark of democracy, women sentenced to death and executed from 1976 to date are less than one percent compared to men. One could hypothesize that the greater propensity to commit a crime by males depends in some measure by their being generally lacking, unlike females, possibility of relatively easy, and not too risky, to achieve advantages materials. The fact that, among the homeless in the U.S., single men are three times as many single women would lead us to think in this direction. At school, according to an OECD study, the same performance male students are generally penalized. The data on which you might think are endless. It therefore seems evident that be defined macho, by a female (and, in particular, by a pornographic performer), means to emphasize how the problems of gender logic (of which the thought of the difference, the subsequent justification of the status quo of different approaches to sex and so on, are unaware forms) are also problems of men. It should be considered, simply, human problems.

Valentina Nappi

May 22, 2013, http://www.funweek.it/lolnews/vera-radice-della-violenza-di-genere.php

Translation: Abigail Pereira Aranha.

Nice text, but this issue is worse than it. I will point out this in next post.

La verdadera raíz de la violencia de género

Pornostar Valentina Nappi YouTube

La vera radice della violenza di genere

La violencia contra las mujeres es un tema nervioso.

Es un tema tan sensible que, por miedo a caer en lo políticamente incorrecto, a menudo terminan repitiendo esterilmente la banalidad habitual.

Algunos se ríen de el hecho de que una actriz pornográfica - que es la escritora - siente la necesidad de decir sobre eso. Y es cierto que muchos hombres - y muchas mujeres - lo harían mejor permanecer en silencio sobre la materia.

Hablamos con demasiada facilidad de la violencia contra las mujeres. Nos olvidamos de que las palabras no pueden describir la realidad de forma aséptica, pero presuponen formas de ver. Quien habla de "la violencia de los hombres contra las mujeres" presupone una ontología, es decir, una forma bien definida para recortar el mundo, categorizarlo. Las categorías, incluyendo aquella de los hombres y aquella de las mujeres, no están en las cosas mismas pero en quien mira las cosas, las toma en consideración, habla de ellas. Ellas no son neutrales desde el punto de vista de los valores, ya que juegan un papel decisivo en la determinación del enfoque teórico y ético a una cuestión determinada, que descienden de las soluciones prácticas. He aquí un ejemplo. Sólo unos pocos fanáticos justifican el apartheid contra los romaníes en el caso de una mayor frecuencia de la violencia por parte de este último en comparación con la media, pero muchos, incluso de las ideas progresistas, no se escandalizan cuando se trata de coches de color rosa, es decir, coches prohibidos para hombres. La diferencia entre los coches rosas y el apartheid depende únicamente del hecho de que no se asigna ningún valor ontológico a los grupos étnicos (las razas no existen), pero es evidente que se considera ontológicamente legítima la categorización hombre-mujer. Pero este no es el punto decisivo de la cuestión.

La verdadera pregunta es: ¿si existisen razas - y si fuese estadísticamente dominante, por ejemplo, las violaciones de una raza contra otra - el apartheid sería legítimo?

Apenas un progresista, un demócrata, un liberal podría decir que sí. Probablemente se sentiría tener más sentido centrarse en las causas (¡nunca a considerarse natural!) de la diferencia de la violencia ya que la única alternativa a este enfoque sería asumir que hay una tendencia diferente a la violencia - de tipo estructural - entre grupos de seres humanos. Posibilidad, esta última, que sería aberrante incluso si existisen las razas, es decir, si fuese una forma sensata de dividir todos los seres humanos. Del mismo modo, se debe considerar inaceptable por principio - sin tener en cuenta la pertinencia o no de un desglose de la humanidad sobre la base de género - cualquier discurso sobre la violencia que tiene como sus términos el sexo masculino y el femenino, o cualquier otro dato biológico. Por otra parte, la única manera de tener en cuenta todas las diferencias entre los individuos, sin privilegiar arbitrariamente algunos, es referirse al buen e viejo concepto liberal de individuo abstracto (y asexual). A la inversa, cualquier pensamiento de la diferencia - especialmente cualquier feminismo de la diferencia - es en realidad pensamiento de la identidad, porque la diferencia lo que hace que todos nosotros sustancialmente diferentes (y luego de vuelta al concepto liberal de un individuo), o es la diferencia entre las clases que deben estar representar la identidad (más o menos características). Debemos dejar, entonces, de hablar de la violencia de los hombres contra las mujeres (se note, entre otras cosas, la facilidad con que no se debe usar los artículos definidos...): la violencia es siempre de seres humanos contra los seres humanos.

Sin esta premisa, no es adecuado tratar de redefinir, en términos no más sexistas, el concepto de violencia de género. Así que es un error hablar de la violencia entre los géneros, pero podemos hablar de la violencia impulsada por una lógica de géneros. En otras palabras: es la lógica de género que hace posible aquello tipo de violencia que consiste en la afirmación de la masculinidad (o feminidad) por prevaricación. Pero, ¿qué hay detrás de esta lógica? Estrategias para la supervivencia y la reproducción. En otras palabras: interés. Está aquí la razón de ser del deseo generalizado de preservación de las diferencias (es decir: los privilegios) de género. Los hombres no quieren renunciar al privilegio de controlar las mujeres, aun a costa de llevar a cabo una vida más dura y posiblemente tener que hacer sacrificios materiales. Las mujeres no quieren renunciar al privilegio de obtener beneficios materiales por el simple hecho de ser mujer, aun a costa de tener que adaptarse a los estereotipos de la virtud femenina. Esta es la lógica que hace posible que un padre (¡persona honesta! ¡trabajador!) matar a su hija libertina, con la complicidad de la madre (¡mujer santa! ¡siempre dedicada!). Pero, ¿cómo podemos superar todo esto? Abandonando los papeles. Hombres y mujeres - de hecho: humanos y humanos - no deben tener más los papeles preestablecidos habituales. El hombre no tiene que ser aquello que lleva puesto pantalones metafóricamente. La homosexualidad se le debe decir a los niños - y animó a - de la misma manera que la heterosexualidad, de manera totalmente paritaria. Etcetera. Los conservadores dirán, por ejemplo, que ya es cierto que los hombres no usan pantalones metafóricamente. Ellos dirán que todo eso no tiene nada que ver con la violencia, que los hombres y las mujeres pueden respetarse sin abandonar los papeles, etc. Estos que vendrán aún más irrazonables a negar que en siglos pasados la violencia basada en el género era la norma, mucho más que hoy. Una versión falsa progresista y aparentemente más razonable - pero por eso más insidioso y peligroso - de tal conservadurismo de género es el feminismo de la diferencia (o, peor aún, "pensamiento femenino de la diferencia"). Eso tiende a negar la universalidad del concepto de individuo abstracto y asexual. Por argumentar con tal feminismo, esa escritora, aunque convencida de la absoluta necesidad de abandonar toda forma de sexismo, es definida jocosamente como "machista". ¿Por qué? Porque es una manera de salir al encontro de lo otro (no contra lo otro) sexo, una manera de hacer que la gente entienda que somos amigos, que somos iguales, que tenemos los mismos problemas, que no todas las mujeres están ahí para emitir juicios lapidarios contra el malo género masculino "culpable" por definición.

El definirse jocosamente como "mulher machista", la escritora entende principalmente como una postura contra las mujeres - a menudo en nombre de la ideología de la diferencia, la diversidad de papeles y hasta abajo - tratan de conservar sus privilegios. El más bajo y vulgar de lo que es, tal vez, la comercialización del sexo. Es realmente repugnante que las mujeres pueden obtener ventajas en virtud de su "potencial" sexual. Y es una locura pensar que podemos combatir este problema con la represión. Si prohibirmos los cigarrillos, aumentará - ciertamente no disminuirá - el "precio" (y el poder de los que los tienen). Lo mismo sucede con el sexo. Cuanto más se actúe de una manera represiva, más se va a aumentar el valor de mercado del potencial sexual femenino. Por el contrario, si hombres y mujeres tienen igualdad real de oportunidades con respecto a las relaciones sexuales ocasionales, el potencial sexual femenino sería mucho más difícil de vender, y podrían usarlo sólo aquellas (o aquellos) con una calidad (naturales o adquiridas con el ejercicio) particular, al igual en otras areas. La escritora intenta dar una pequeña contribución en esta dirección vivindo el sexo casual como algo normal y cotidiano, que se practica con la misma facilidad y despreocupación con la que se bebe un café. Pero no basta la dimensión privada: también se requiere la divulgación pública, la representación cultural de estos patrones de comportamiento. Esta debe ser, después de todo, una de las tareas de la pornografía: difundir un modelo de sexualidad sin superestructuras, en el que las mujeres tienen las mismas probabilidades que los varones de tener sexo ocasional. Es la repetición de casos llevada a hace varias décadas, pero sigue siendo relevante porque, de hecho, no fueron realizadas, o no se hagan plenamente efectivos. La escritora, mientras tiene la necesidad de ganar el mínimo necesario para vivir, trata de hacer esta batalla también realizando proyectos sin fines de lucro: una cosa que enfurece a algunas "competidoras" hembras. Obviamente, no es del todo correcto definir machista la posición de la mujer que quiere que nos tomemos en serio la igualdad de oportunidades y la justicia, de todo punto de vista, para hombres y mujeres: en verdad, es una provocación. Pero se trata de una provocación que tiene sentido, dado que en los Estados Unidos, un país que define a sí mismo un baluarte de la democracia, las mujeres condenadas a muerte y ejecutadas desde 1976 hasta la fecha son menos de uno por ciento en comparación con los hombres. Se podría plantear la hipótesis de que la mayor propensión a cometer un crimen de los hombres depende en alguna medida de ellos seren en general escasos, a diferencia de las hembras, de posibilidad de relativamente fácil, y no demasiado arriesgada, de alcanzar ventajas materiales. El hecho de que, entre las personas sin hogar en los EE.UU., los hombres solteros son tres veces más que las mujeres solteras nos llevaría a pensar en esta dirección. En la escuela, según un estudio de la OCDE, la igualdad de desempeño de los estudiantes varones en general es penalizada. Los datos en los que se podría pensar son infinitos. Parece, pues, evidente que definirse machista, por una mujer (y, en particular, por un intérprete pornográfica), significa hacer hincapié en cómo los problemas de la lógica de género (de los que el pensamiento de la diferencia, la posterior justificación del status quo de los enfoques sexuales diferentes etc. son formas inconscientes) también son problemas de los hombres. Y deben ser considerados, simplemente, problemas humanos.

Valentina Nappi

22 de Mayo de 2013, http://www.funweek.it/lolnews/vera-radice-della-violenza-di-genere.php

Traducción: Abigail Pereira Aranha. Bonito texto, pero tengo algunas notas que señalaré en el próximo postaje.

venerdì 23 maggio 2014

Dal profilo di Abigail: farisei e cristiani

Quello che Gesù disse ai discepoli era: "risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, acciocchè veggano le vostre buone opere". Quando lui disse "osservate adunque, e fate tutte le cose che vi diranno che osserviate, ma non fate secondo le opere loro", stava parlando dei farisei che volevano ucciderlo.

Abigail Pereira Aranha

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De lo perfil de Abigail: fariseos y cristianos

Lo que Jesús dijo a sus discípulos fue: "alumbre vuestra luz delante de los hombres, para que vean vuestras obras buenas". Cuando él dijo "todo lo que os dijeren que guardéis, guardad lo y haced lo, mas no hagáis conforme á sus obras", él estaba hablando de los fariseos que querían matarlo.

Abigail Pereira Aranha

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From Abigail's profile: Pharisees and Christians

What Jesus said to the disciples was: "let your light shine before men, that they may see your good works". When he said "you must be careful to do everything they tell you, but do not do what they do", he was talking about the Pharisees who wanted to kill him.

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mercoledì 21 maggio 2014

The Puritan-Feminism episode 13: a case of feminine intrigue that I heard on the bus

Good afternoon, my friends and my female enemies. Yesterday I was on the bus going home, about 11 PM, and listening to a conversation between two girls. They were not ugly, but they could only be more sympathetic. As I could notice to, it was some Facebook incident. The woman who was talking (the other just listening) was telling that a friend sent a congratulations to her boyfriend, for something he succeeded, in his Facebook profile. Still, she said: "she did it to hit me". I know this species: defends freedom and privacy, but only for itself. But what caught my attention was that she said the other took some pictures in bikini and posted on Facebook. Then that woman who was talking tells she showed her mother that photos and her mother said, "if were me, I'd thrust my hand in her face". And one more thing catches my attention: all this nitpicking only have women as "stars".

At the time I just thought: behind a woman who has troubles at work or in family for daring photos on the internet, is patriarchy, and patriarchy is mediocre women's stuff.

Abigail Pereira Aranha

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O tema de hoje é ... pouca vergonha no Facebook.

Il tema di oggi è ... spudoratezza in Facebook.

Today's theme is... shamelessness in Facebook.

El tema de hoy es ... la desverguenza en Facebook.

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Il Puritano-Femminismo episodio 13: un caso di intrighi femminile che ascolto sul bus

Buon pomeriggio, miei amici ei miei nemici. Ieri ero sul bus tornando a casa, a circa 23:00, e ascoltando di una conversazione tra due ragazze. Loro non erano brutti, ma potrebbero essere solo più simpatici. Come ho potuto notare, era qualche incidente di Facebook. La donna che stava parlando (l'altra solo ascoltando) diceva che una amica ha inviato congratulazioni al suo fidanzato, per qualcosa che lui riuscito, nel suo profilo. Eppure, lei ha detto: "lei ha fatto per me urtare". Io conosco questa specie: difende la libertà e la privacy, ma solo per se stesso. Ma ciò che ha catturato la mia attenzione era che lei ha detto che l'altra ha scattato alcune foto in bikini e postato in Facebook. Poi quella donna che stava parlando racconta che mostrò a sua madre le foto e la madre ha detto, "se fossi io, avrai spinto la mia mano nel suo viso". E un'altra cosa cattura la mia attenzione: tutto queste pignolerie hanno solo donne come "stelle".

Al momento ho solo pensato: dietro una donna che ha problemi in lavoro o in famiglia per aver foti osati su internet, è il patriarcato, e il patriarcato è cosa delle donne mediocri.

Abigail Pereira Aranha

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O tema de hoje é ... pouca vergonha no Facebook.

Il tema di oggi è ... spudoratezza in Facebook.

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El tema de hoy es ... la desverguenza en Facebook.

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El Puritano-Feminismo episodio 13: un caso de intriga femenina que escuché en el autobús

Buenas tardes, mis amigos y mis enemigas. Ayer yo estaba en el autobús volvendo a casa, alrededor de 23:00, y escuché una conversación entre dos chicas. No eran feas, pero sólo podían ser más simpáticas. Como pude notar, se trataba de algún incidente de Facebook. La mujer que estaba hablando (la otra sólo escuchando) estaba diciendo que una amiga envió una felicitación a su novio, por algo que sucedió, en su perfil en Facebook. Aún así, ella dijo: "ella hizo para afectarme". Yo conozco esta especie: defiende la libertad y la privacidad, pero sólo para sí misma. Pero lo que más llamó mi atención fue que ella dijo que la otra hizo algunas fotos en bikini y publicó en Facebook. Entonces, la mujer que estaba hablando dice que mostró a su madre las fotos y su madre dijo: "Si fuera yo, metería la mano en su cara". Y una cosa más me llama la atención: todas estas quisquillosidades sólo tienen mujeres como "estrellas".

En ese momento yo sólo pensé: detrás de una mujer que tiene problemas en el trabajo o en la familia por fotos atrevidas en internet, esta el patriarcado, y el patriarcado es cosa de mujeres mediocres.

Abigail Pereira Aranha

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O tema de hoje é ... pouca vergonha no Facebook.

Il tema di oggi è ... spudoratezza in Facebook.

Today's theme is... shamelessness in Facebook.

El tema de hoy es ... la desverguenza en Facebook.

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sabato 10 maggio 2014

The Little Boys Society - part 3: The mothers and inner destruction of children

Abigail Pereira Aranha

The idea of the series "The Little Boys Society" is not to show a conspiracy of the moms for world domination. Any man who is not a feminist should have noted that even today a highlighted professionally woman, with postgraduate qualifications, with trips abroad and apparently well informed usually does not have mental balance and arguments even to answer a discordant comment of two paragraphs, especially in LGBT-Feminism. "The Little Boys Society" is more an empirical framework that serves mothers and manages to feed itself.

Any couple of unbalanced "losers" who barely tolerate one another can form a family. Or something like that. If you were God and wanted to give a child all the training necessary so he or she turns into a decent adult, he or she could be the son or daughter of very few sensible and enlightened people in the world. But if you were God and hated this same child, would suffice deliver this child to the care of any typical family.

Let us see about the importance of family?

Teaching moral values​. Out honorable exceptions of parents to really care about it, parents use the word "education" meaning forward their own ignorance and prevent children of being or knowing something better than themselves. Brazil is an illustrative example: 90% of the population is Christian and any 5 year old child is brought by his parents to church, but few people are not alcoholics, stupid or dishonest.

Discipline. What is usually called discipline or education equals orange soda: orange juice, it has, but even the taste is artificial. Any repressed anger at work or in the neighborhood can become discipline. A child could be beaten just for being left-handed and illiterate parents think that he or she uses his / her left hand as a kidding. Of course I'm not talking about honorable exceptions of parents who know the mission on their hands and what they are doing.

Responsibility. Nowadays we see a lot of single mothers who leave their small children in daycare or school enjoying it, to walk with bitches using the alimony cash. It is a grotesque example, but it seems that the big difference between the mothers of today and the ones of the past is the opportunity. And when parents say they are responsible for their children, generally refer to prohibit contacts, block internet and teach religion. Be legally responsible and pay the expenses of the children, that is only part of a mission, became a source of power to abuse of a child and an argument of any lesbian early mother from a horrible quarter who hears what she does not want to.

Sexual education. When parents, especially the mother, are interested in the children, usually they are concerned about creating people as unhappy as themselves, so when they are not only concerned in their own horror to sex and pleasure. Even the dirty history bitches make anti-sexual education of their children, perhaps they are even the most "moralistic".

The true importance of family

Teach moral bipolarity. Parents teaching their children to lie, or learning to be charged something and see parents doing another one: if not all families are like that, it does not help the defenders of the family, because a simple case of amoral parents takes away much of the meaning to submit to parents and dismantles all the praise. Children see the incoherence, and instead of hearing an argument, they get a beating.

Create scoundrels. If you know some case of child who did wrong things with a brother or sister and always got along well. You also know cases of parents who thrived doing something wrong or harvested ingratitude and villainy doing the right thing. And when the mother married deceiving her husband when she was pregnant with another man or pretending to be pregnant? Why who saw the error make profit will be interested in the path of justice?

Teach estimate family above (almost) everything. It is the grossest of self-flatteries family teaching estimation and defense of the family. Very few families can have children who achieve a decent conversation with parents, or brothers who can have fun together. The common speech of bigots that it takes patience and sacrifice to preserve marriage and family already, itself, shows that putting family first is the exaltation of vacuity based on nothing in return to continue using tolerance. In ancient times, parents should stone or cut relations with a son or daughter because he or she abandoned the religion. Some pagan religions had parents making human sacrifices of their children. In modern times, your disaffection visits your Facebook profile while your brother blocked you. And then, where is the Sunday sermon family?

Yet the true importance of family: feed reigning moral and mental poverty

Let's do a quick exercise of Statistics. Let's suppose the probability of a man or a woman to be above moral and mental mediocrity is 10%, and let us assume that the probability of a man or a woman to marry and have children is independent of being above mediocrity or not. And let's assume that the chance of a man above mediocrity marry a woman above mediocrity is 80%, and that men and women are the same number. This means that 8% of couples (80% of 10%) are above mediocrity and 4% of couples are man above mediocrity with a woman not above mediocrity or vice versa (20% of 10% for each). Well, 2 chances in 3 of a superior man and a superior woman be in family (in both senses) is still good. And we are also assuming a country where people can choose their own spouses. Where they can not, the marriage itself will be an attempt of parents to "correct" their children (no traditional Catholic father said to his son: "you, who doubts of some doctrines of the Church, will like your future wife, who is atheist, anarchist, against chastity and defender of that such open marriage"). But let's assume that the chance of a man above mediocrity marry a woman above mediocrity is 15%. Therefore, 85% of married men above the mediocrity will be married to women not above mediocrity and vice versa. So the chance of a person above the mediocrity to have a spouse who is not will be 100% × (2 × 85) / (2 × 85 + 15) = 91,9%. Well, let's also assume each man married only one woman. But it's all for show "with numbers" (in Brazil, sometimes even a collegial student asks to explain "with numbers") how people with minds above mediocrity, which are already the minority, are still intimidated by marriage. And besides the parents trying to correct their children in what they are right using some arranged marriage where this is common, or messing dating where it is not, a person above mediocrity tends to be hampered by his or her own spouse who is not in the education of his or her own son.

Families do not create women and much less men

All arguments the defenders of the family have are the responsibilities of parents about their small children, and even these are poorly accomplished. And on behalf of "pay the bills", the son of a typical family is abused physically, educationally, mentally, socially. Parents almost always only allow a child to be intellectually better and mentally healthier than themselves when they have the expectation that he or she have financial and social success, and that they themselves can take advantage of it. Otherwise, and even in some cases of this type, the unconditional love of a mother went, in the past, since treat a son's discovery that came from the use of lucidity or science as futility to deliver her own son to a death given by political or religious power, assisted or produced by a crowd of unfortunate illiterates. The family tends to turn women into mediocre maidens and men into idiots boys. The few well-adjusted, reputable and successful people because of family support are children, relatives or wives of wealthy or exceptionally wise and loving people, which just shows that the general rule is exactly the opposite. Recalling that the family is the foundation of society.

Palavras relacionadas: Dia das Mães, amor de mãe, amor verdadeiro de mãe, família em primeiro lugar, preservar a família, filhos saudáveis, criação de filhos, sabedoria dos pais, ouvir os idosos
Related words: Mother's Day, Mother's Love, true mother's love, family first, preserving the family, healthy children, raising children, parental wisdom, listen to the elderly
Parole correlate: Festa della Mamma, amore di mamma, vero amore della madre, la famiglia in primo luogo, preservando la famiglia, bambini sani, educazione dei figli, la saggezza dei genitori, ascoltare gli anziani
Palabras relacionadas: Día de la Madre, el amor de madre, amor verdadero de la madre, de la familia en primer lugar, la preservación de la familia, los niños sanos, crianza de los hijos, la sabiduría de los padres, escuchar a los ancianos
Questo testo in italiano senza foti e filmati di sesso, in Men of Worth Newspaper / Concrete Paradise: La Società degli Ragazzini - parte 3: Le madri e la distruzione interiore dei bambini, http://avezdoshomens2.blog.com/2014/05/10/la-societa-degli-ragazzini-parte-3
Questo testo in italiano con foti e filmati di sesso, in Periódico de Los Hombres de Valía / Paraíso Tangible: La Società degli Ragazzini - parte 3: Le madri e la distruzione interiore dei bambini, http://avezdoshomens2.blogspot.com/2014/05/la-societa-degli-ragazzini-parte-3-le.html
Eso texto en español sin fotos e peliculas de putaría, en lo Men of Worth Newspaper / Concrete Paradise: La Sociedad de los Chiquitos – parte 3: Las madres y la destrucción interna de los niños, http://avezdoshomens2.blog.com/2014/05/10/la-sociedad-de-los-chiquitos-parte-3
Eso texto en español con fotos e peliculas de putaría, en lo Periódico de Los Hombres de Valía / Paraíso Tangible: La Sociedad de los Chiquitos – parte 3: Las madres y la destrucción interna de los niños, http://avezdoshomens2.blogspot.com.br/2014/05/la-sociedad-de-los-chiquitos-parte-3.html
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Texto original em português com fotos e vídeos de putaria: A Sociedade dos Garotos - parte 3: As mães e a destruição interior dos filhos, no A Vez dos Homens que Prestam, http://avezdoshomens.blogspot.com.br/2014/05/a-sociedade-dos-garotos-parte-3-as-maes.html e no Viver a Vida e Planejamento Estratégico, http://imaculadaeabigail.blogspot.com/2014/05/a-sociedade-dos-garotos-parte-3-as-maes.html
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Feliz Dia das Mães

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La Sociedad de los Chiquitos - parte 3: Las madres y la destrucción interna de los niños

Abigail Pereira Aranha

La idea de la serie "La Sociedad de los Chiquitos" no es demostrar una conspiración de las mamás para dominar el mundo. Cualquier hombre que no es un feminista debe haber tomado nota de que incluso en la actualidad una mujer destacada profesionalmente, con títulos de postgrado, con viajes al extranjero y al parecer bien informada generalmente no tiene el equilibrio mental y argumentos incluso para responder a un comentario discordante de dos párrafos, sobre todo en LGBT-Feminismo. "La Sociedad de los Chiquitos" está más para un esquema empírico que sirve las madres y consigue alimentarse.

Cualquier pareja de "losers" desequilibrados que apenas toleranse puede formar una familia. O algo similar. Si usted fuera Dios y quería dar a un niño toda la formación necesaria para que él o ella se conviertise en un adulto decente, él o ella solo podría ser el hijo o la hija de un número muy reducido de personas sensatas e ilustradas en el mundo. Pero si usted fuera Dios y odiase este mismo niño, sería suficiente entregarlo al cuidado de cualquier familia típica.

¿Vamos a ver la importancia de la familia?

La enseñanza de los valores morales. Fuera excepciones honorables de los padres que realmente se preocupan por eso, los padres utilizan la palabra "educación" significando remitir su propia ignorancia y evitar que sus niños sean o conozcan algo mejor que ellos mismos. Brasil es un ejemplo ilustrativo: el 90% de la población es cristiana y cualquier niño de 5 años es llevado por sus padres a la iglesia, pero pocas personas no son alcohólicas, estúpidas o deshonestas.

Disciplina. Lo que se suele llamar la disciplina o la educación es igual a gaseosa de naranja: tiene jugo de naranja, pero incluso el sabor es artificial. Cualquier ira reprimida en el trabajo o en el vecindario puede convertirse en la disciplina. Un niño podría ser golpeado sólo por ser zurdo y los padres analfabetos piensan que él o ella utiliza su mano izquierda como una broma. Por supuesto que no estoy hablando de honrosas excepciones de los padres que conocen la misión en sus manos y lo que están haciendo.

Responsabilidad. Hoy en día vemos una gran cantidad de madres solteras que dejan a sus hijos pequeños en la guardería o en la escuela disfrutando, para caminar con perras con el dinero de la pensión alimenticia. Es un ejemplo grotesco, pero parece que la gran diferencia entre las madres de hoy y las del pasado es la oportunidad. Y cuando los padres dicen que son responsables de sus hijos, por lo general se refieren a prohibir contactos, bloquear internet y enseñar religión. Sé legalmente responsable y pagar los gastos de los niños, que es sólo parte de una misión, se convirtió en una fuente de poder para el abuso de un niño y un argumento de cualquier lesbiana madre temprana de un barrio horrible que oye lo que no quiere.

La educación sexual. Cuando los padres, especialmente la madre, están interesados ​​en los niños, por lo general están preocupados en crear personas tan infelices como ellos mismos, cuando no están preocupados sólo con su propio horror al sexo y al placer. Hasta las perras de historia sucia hacen la educación anti-sexual de sus hijos, tal vez incluso sean las más "moralistas".

La verdadera importancia de la familia

Enseñar la bipolaridad moral. Los padres enseñando a sus hijos a mentir, o aprender a ser cobrados de algo y ver a los padres hacendo otra: si no todas las familias son así, eso no ayuda a los defensores de la familia, por que un simple caso de padres amorales quita gran parte del significado de someterse a los padres y desmantela todos los elogios. Los niños ven la incoherencia, y en lugar de escuchar un argumento, reciben una paliza.

Crear bellacos. Tu conoces algún caso de niño que hizo cosas malas con un hermano o hermana y siempre iba bien. Usted también conosce casos de padres que prosperaron haciendo algo mal o recibieron ingratitud y la villanía hacendo lo correcto. ¿Y cuando la madre se casó engañando a su marido cuando ella estaba embarazada de otro hombre o fingiendo estar embarazada? ¿Por que quien vio el error dar logro estará interesado en el camino de la justicia?

Enseñar a la estimación de la familia por encima de (casi) todo. Es la más grosera de los auto-halagos la familia enseñar la estimación y la defensa de la familia. Muy pocas familias pueden tener hijos que logran una buena conversación con los padres, o hermanos que pueden divertirse juntos. El discurso común de los fanáticos de que hay que tener paciencia y sacrificio para preservar el matrimonio y la familia, en sí, ya se muestra que poner la familia en primer lugar es la exaltación de la vacuidad en base a nada a cambio de continuar usando la tolerancia. En la antigüedad, los padres debían apedrear o cortar relaciones con un hijo o hija, porque él o ella abandonó la religión. Algunas religiones paganas tenían padres hacendo sacrificios humanos de sus hijos. En los tiempos modernos, su desafecto visita su perfil de Facebook mientras que su hermano le bloqueó. Y entonces, ¿dónde está la familia de sermón del domingo?

Aún la verdadera importancia de la familia: alimentar la miseria moral y mental reinante

Vamos a hacer un ejercicio rápido de Estadística. Supongamos que la probabilidad de que un hombre o una mujer ser por encima de la mediocridad moral y mental es del 10%, y vamos a suponer que la probabilidad de que un hombre o una mujer a casarse y tener hijos es independiente de estar por encima de la mediocridad o no. Y vamos a suponer que la probabilidad de un hombre por encima de la mediocridad casarse con una mujer por encima de la mediocridad es el 80%, y que los hombres y las mujeres son el mismo número. Esto significa que el 8 % de las parejas (80% del 10%) son por encima de la mediocridad y el 4% de las parejas son hombres por encima de la mediocridad con una mujer no por encima de la mediocridad o viceversa (20% del 10% para cada uno). Bueno, 2 oportunidades en 3 de un hombre superior y una mujer superior estar en familia (en ambos sentidos) aún es bueno. Y también estamos suponendo un país donde la gente puede elegir sus propios cónyuges. Donde no pueden, el propio matrimonio será un intento de los padres a "corregir" a sus hijos (ningun padre católico tradicional dijo a su hijo: "tú, que duda de algunas doctrinas de la Iglesia, le gustará su futura esposa, atea, anarquista, contra la castidad y defensora daquello tal matrimonio abierto"). Pero vamos a suponer que la probabilidad de un hombre por encima de la mediocridad casarse con una mujer por encima de la mediocridad es del 15%. Por lo tanto, el 85% de los hombres ​​por encima de la mediocridad casados se casará con mujeres no por encima de la mediocridad y viceversa. Así, las probabilidades de una persona por encima de la mediocridad de tener un cónyuge que no es será 100% × (2 × 85) / (2 × 85 + 15) = 91,9%. Bueno, vamos a suponer también que cada hombre se casó con una sola mujer. Pero todo es para mostrar "con los números" (en Brasil, a veces incluso un estudiante universitario pide que explique "con los números") como las personas con mentes por encima de la mediocridad, que ya son la minoría, más allá son intimidadas por el matrimonio. Y además de los padres que intentan corregir a sus hijos en lo que ellos están ciertos usando algún matrimonio arreglado donde esto es común, o obstaculizando las citas donde esto no es, una persona por encima de la mediocridad suele estar obstaculizada por su propio cónyuge que no es en la educación de su propio hijo.

Las familias no crean mujeres y mucho menos hombres

Todos los argumentos de los defensores de la familia son las responsabilidades de los padres sobre sus hijos pequeños, e incluso estas son mal logradas. Y en nombre de "pagar las cuentas", el hijo de una familia típica es abusado físicamente, educacionalmente, mentalmente, socialmente. Los padres casi siempre sólo permiten a un niño ser intelectualmente mejor y mentalmente más saludable que ellos mismos cuando tienen la expectativa de que él o ella tenga éxito financiero y social, y que ellos propios puedan tomar ventaja de ello. De lo contrario, e incluso en algunos casos de este tipo, el amor incondicional de una madre iba, en el pasado, desde tratar un descubrimiento de un hijo que vino de la utilización de la lucidez o la ciencia como una futilidad hasta entregar a su propio hijo a una muerte dada por el poder político o religioso, asistida o producida por una multitud de analfabetos desafortunados. La familia tiende a convertir a las mujeres en doncellas mediocres y los hombres en chicos idiotas. Las pocas personas bien adaptadas, de buena reputación y de éxito debido al apoyo de la familia son las niñas, parientes o esposas de personas ricos o excepcionalmente sabias y amorosas, lo que solo demuestra que la regla general es exactamente lo contrario. Recordando que la familia es el fundamento de la sociedad.

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